Catania

Il centro urbano più importante della Sicilia orientale

La città di Catania è sopravvissuta a innumerevoli disastri, primi su tutti le catastrofiche eruzioni vulcaniche, come la più distruttiva del 1669 e i due terremoti più forti che la storia di Catania ricordi, quelli del 1169 e del 1693. Puntualmente la città siciliana è sempre stata ricostruita mantenendo la propria bellezza immutata. Nel 2002 il famoso centro storico catanese è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, poiché impreziosito da palazzi e decorazioni dell’età barocca che ancora oggi vengono conservati gelosamente dal comune e attirano milioni di turisti ogni anno da tutto il mondo.

Purtroppo non rimane molto del periodo greco nella città di Catania, poiché a causa di vari fenomeni naturali che hanno logorato la città molti reperti sono andati perduti o addirittura distrutti. A differenza di ciò invece dell’epoca romana Catania ha lasciato tanto da vedere. I vari reperti, mosaici, statue e anche un elemento di una colonna istoriata vengono esposti al Museo civico di Catania.

La città antica

La città offre invece a tutti i turisti la possibilità di visitare i vari monumenti storici che risalgono al periodo romano visibili per tutta la città: le Terme Achilliane, le Terme della Rotonda, le Terme dell’Indirizzo, il Teatro Romano, l’Oden e l’Anfiteatro. Quest’ultimo dopo diversi scavi è stato riportato completamente alla luce così da poterselo godere a pieno tramite l’ingresso posto in Piazza Stesicoro. Presumibilmente anche il Liotru che costituisce il simbolo della città, situato in Piazza Duomo, risale all’epoca romana. È un pregevole monumento realizzato interamente in pietra lavica che raffigura un elefante che sorregge un piccolo obelisco in stile egiziano verosimilmente legato al culto del dio Iside. Il nome deriva invece dalla storpiatura del nome di Eliodoro dando così vita al nome leggendario di Liotru, che rappresenta una vera e propria icona per la città di Catania. La zona invece nei pressi di Piazza San Francesco ha regalato alla città di Catania dei resti davvero importanti che risalgono fino al IV secolo. Una serie di monete prodotte proprio a Catania che comprende conii sia arcaici che dei grandi incisori. Rimangono visibili invece i resti delle necropoli del Tardo Antico nei pressi del Viale Regina Margherita e Via Ipogeo dove sarà possibile vedere dei mausolei. Dell’epoca Paleocristiana rimane invece la cripte di Sant’Euplio e di Santa Maria La Grotta situata nella cappella dell’Ospedale Garibaldi.

La città medioevale

Il monumento più importante dell’era bizantina è sicuramente la Cappella Bonajuto, una vera e propria trichora bizantina (edificio con tre absidi) che prende il nome dalla stessa famiglia che l’ha custodita come cappella privata. Per quanto riguarda il periodo normanno poco distante da Catania si potrà trovare un altro importante resto, il castello di Aci Castello situato nell’omonimo comune, mentre invece sempre all’interno della cittadina catanese le absidi della Cattedrale di Sant’Agata rappresentano un’altra importante conferma del passaggio normanno. Tutt’oggi la cattedrale al proprio interno custodisce con affetto il busto reliquiario e la cassa reliquiaria di Sant’Agata patrona di Catania. Del periodo svevo invece Catania ricorda il portale della chiesa di Sant’Agata al Carcere e il famoso Castello Ursino nonché sede al proprio interno del Museo civico della città di Catania.

La città rinascimentale

A testimonianza del periodo rinascimentale che ha trascorso la città di Catania rimane certamente la chiesa di Santa Maria di Gesù, posta nell’omonima piazza, e il famoso Monastero dei Benedettini dove subito di fianco si può trovare la chiesa di San Nicolò l’Arena i cui lavori iniziarono nel lontano 1703 ma non furono mai stati completati. Anche lo stesso progetto delle Mura di Carlo V che circondano il centro storico non è mai stato portato a termine. Il fine di queste mura era quello di estendere le fortificazioni verso il lato sud-ovest della città e aumentare il livello di protezione. Le mura verranno poi inghiottite dall’eruzione del 1669 portano quindi la città ad un effettiva ricostruzione delle cinte murarie avente come massimo punto di forza l’ingresso, denominato fortino, visibile ancora oggi e denominata Porta Garibaldi o in catanese “u furtinu”.

La città barocca

La leggenda vuole che Catania fu distrutta ben sette volte dalle colate laviche e da terremoti e gli stessi cittadini con caparbietà seppero ricostruirla sulla base delle stesse macerie. Tuttavia questa è solo una leggenda, poiché i dati storici, anche datati, affermano che tutto ciò è accaduto poche volte. Catania però è vero, è stata ricostruita minuziosamente e amabilmente anche grazie a diversi artisti che contribuirono ad arricchirla. Degli esempi netti sicuramente sono rappresentati da Giovan Battista Vaccarini che attribuì alla città un’impronta totalmente barocca ma se ne ricordano altri: Francesco Battaglia, Alonzo di Benedetto, Stefano Ittar e Girolamo Palazzotto.

Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:

  1.  il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, il Palazzo del Seminario dei Chierici e la Fontana dell’Amenano, in piazza del  Duomo
  2.  la Cattedrale di Sant’Agata
  3.  la chiesa della Badia di Sant’Agata, in via Vittorio Emanuele II
  4.  la chiesa di Sant’Agata la Vetere, in via Santa Maddalena, sorge su una chiesa del 264
  5.  la chiesa di Sant’Agata alla Fornace o di San Biagio, in piazza Stesicoro
  6.  la chiesa di San Francesco in piazza San Francesco, che custodisce le spoglie di Eleonora d’Angiò
  7.  la chiesa di San Benedetto, in via Crociferi
  8.  la Chiesa di San Domenico, sull’omonima piazza
  9.  il Palazzo Bruca, in Via Vittorio Emanuele II, sede del Museo del Giocattolo
  10.  la chiesa di San Giuliano, in via Crociferi
  11.  la chiesa di San Nicolò l’Arena, in piazza Dante
  12.  il Palazzo Biscari, in via Biscari
  13. la Chiesa di San Placido, sull’omonima piazza
  14.  il Monastero della Santissima Trinità, in via Vittorio Emanuele
  15.  la Basilica della Collegiata (regia Cappella), in via Etnea
  16.  il Convitto Cutelli
  17.  la Porta Uzeda in via beato Giuseppe Dusmet
  18.  il Palazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II
  19.  la fontana dell’Elefante
  20. il Palazzo Fassari Pace, in Via Vittorio Emanuele II
  21.  il Palazzo Valle, in Via Vittorio Emanuele II, sede della Fondazione Puglisi-Cosentino
  22.  la Villa Cerami, in via Crociferi, sede della facoltà di Giurisprudenza
  23.  la Porta Ferdinandea, detta oggi Porta Garibaldi, costruita nel 1768 e sita in piazza Palestro

Mercati e mercatini

Uno dei luoghi dove potrete respirare il vero spirito siciliano e maggiormente quello catanese è certamente il mercato del pesce, detto anche pescheria, dove rimbombano continuamente colori, voci e gusti del luogo. Un altro luogo sicuramente interessante per quanto riguarda la tradizione cittadina è il mercato di Piazza Carlo Alberto conosciuto a Catania come Fera ‘o Luni. Altri mercati minori sono invece il mercato delle pulci che si svolge sempre in Piazza Carlo Alberto e il mercato di “bric e brac” nei pressi di Villa Pacini, entrambi vengono aperti solo la domenica.